Intestazione

Diamoci una regolata

Ahimè, l'isola raffigurata nella vignetta esiste davvero! Peggio ancora, ne esistono cinque, non rappresentate sugli atlanti, ma individuate nei diversi oceani. La più famosa è la Great Garbage Patch, avvistata nel Pacifico. Si tratta di un enorme accumulo di spazzatura, in gran parte plastica, dalle dimensioni ignote (alcuni pensano sia addirittura più grande degli Stati Uniti!), che si è in parte decomposta in un “brodo” di polimeri molto dannoso per l'ecosistema.
La crescita dei consumi, l'urbanizzazione e lo sviluppo economico negli ultimi decenni hanno determinato un forte incremento nella produzione dei rifiuti e ridotto le zone disabitate da utilizzare come discarica.
E i rifiuti sono molto cambiati: un tempo erano soprattutto organici e facilmente degradabili (carcasse di animali, escrementi, cocci e materiale di scarto); ora abbiamo a che fare con imballaggi, oggetti di consumo (che hanno vita breve!), rifiuti elettrici, elettronici o tossici.
Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia, o meglio, la polvere sotto il tappeto: i tappeti sono finiti! Ed è essenziale che le nostre abitudini cambino e che tutti diano il loro contributo. Come? Seguendo la regola delle 3 R – Riduzione, Riuso e Riciclaggio –, che scoprirai in dettaglio nelle prossime tappe del nostro percorso.
Immagine finale

Soluzione
Una lattina per decomporsi impiega da 20 a 100 anni; una bottiglia di plastica da 100 a 1000 anni; un giornale da 4 a 12 mesi. Per costruire una bicicletta occorrono 800 lattine; 27 bottiglie di plastica per confezionare una felpa di pile e 3 scatole di scarpe per una cartellina portadocumenti.

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